“In te mi specchio” conversazione di G. Rizzolatti con A. Gnoli

“In te mi specchio” conversazione di G. Rizzolatti con A. Gnoli

Un libro-conversazione del padre dei neuroni specchio, Giacomo Rizzolatti, con Antonio Gnoli racconta la scienza delle emozioni.

Uno degli effetti più sorprendenti della scoperta dei neuroni specchio riguarda la possibilità di indagare con maggiore efficacia i comportamenti sociali. Ciò che di solito era affidato alla psicologia e alla sociologia ha trovato una nuova sponda interpretativa nelle indagini sul sistema neurale.giacomo_rizzolatti

Non costituiremmo le nostre relazioni empatiche e interpersonali senza queste cellule nervose. Il loro venir meno o la scarsa capacità di attivarsi possono produrre differenti livelli di patologia e di deficit mentali. A questo punto può forse essere interessante affrontare in modo più preciso come certe dinamiche cognitive si intreccino con quelle sociali.

Perché comprendiamo le azioni di chi ci sta di fronte? Perché altre volte no? Siamo progettati biologicamente per essere soli o per stare con gli altri? Negli ultimi anni un gruppo di scienziati ha rivoluzionato gli studi sul cervello e può darci le risposte più convincenti a queste domande. Giacomo Rizzolatti è il più noto tra loro, per la scoperta di un tipo particolare di cellule, i neuroni specchio, dotate della caratteristica di attivarsi sia quando osserviamo un’azione sia quando la compiamo noi stessi. Insomma, sono i neuroni dell’empatia. Trovano così spiegazione molti dei nostri comportamenti individuali e sociali, e si trasforma il nostro modo di intendere percezione, azione e linguaggio.7470991

Secondo alcuni, la scoperta dei neuroni specchio ha rivoluzionato l’idea che abbiamo della mente umana “come il Dna ha rivoluzionato la biologia”. Secondo altri si azzererebbe la differenza tra ragione ed emozioni. In questo libro si sfatano molti luoghi comuni e si affrontano sia gli aspetti filosofici e sociali della scoperta sia le grandi prospettive cliniche che i neuroni specchio lasciano intravedere nella cura della malattia più misteriosa di tutte: l’autismo. Forse una nuova stagione si apre, dopo quella dell’homo homini lupus: ora la scienza ci dice che siamo biologicamente costruiti per stare insieme agli altri, per provare le stesse emozioni degli altri.

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