La posizione della missionaria- C. Hitchens

La posizione della missionaria- C. Hitchens

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Il libro descrive Madre Teresa non come una benefattrice ma come un’opportunista dal punto di vista politico, che adottò le apparenze di una santa per raccogliere fondi per la diffusione di una ideologia religiosa intollerante, grazie al costante appoggio di molti partiti di destra come i teocon statunitensi, il dittatore haitiano Jean-Claude Duvalier ed il pregiudicato banchiere statunitense Charles Keating.

Hitchens si sofferma ampiamente sulla manipolazione mediatica messa in atto a favore di Madre Teresa, che le consentì di diventare la donna più celebre e più influente del mondo: sfruttando questa sua fama planetaria poté propagandare meglio le sue idee religiose contrarie all’aborto, al divorzio, ai rapporti pre-matrimoniali e all’uso dei preservativi, mentre invece si dichiarò sempre convinta del potere salvifico della sofferenza umana come espiazione dei peccati; infatti, Hitchens argomenta che Madre Teresa fu strumentale alla Chiesa Cattolica per il perseguimento dei suoi obiettivi politici e teologici.

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Hitchens critica Madre Teresa per avere usato contributi in denaro per aprire conventi in 150 paesi piuttosto che per la fondazione degli ospedali, per i quali le donazioni erano state effettuate. Egli sostiene anche che non era amica dei poveri, e anzi si opponeva a misure strutturali per porre fine alla povertà, in particolare quella che avrebbe elevato la condizione sociale e culturale delle donne. Citando una conferenza stampa del 1981, quando le fu chiesto se insegnasse ai poveri ad accettare il proprio destino, Madre Teresa rispose:ter4

« I think the world is being much helped by the suffering of the poor people. »« Penso che il mondo tragga molto giovamento dalla sofferenza della povera gente. »

Quando le posero la domanda «cosa avrebbe scelto, fra Galileo e l’Inquisizione?»: la missionaria ebbe modo di scegliere, senza esitazione, la seconda opzione.

Il suo integralismo la portò a comportamenti che denotano una ben scarsa umanità: dalla convinzione che la sofferenza dei poveri sia di grande aiuto per il mondo, al battesimo praticato in punto di morte a inermi induisti e musulmani, agli standard di assoluta inefficienza dei suoi ospedali (anche se poi, per i propri malanni, si faceva curare in costose cliniche occidentali).

Il testo si sofferma anche sulle fortune economiche dell’Ordine religioso creato da madre Teresa, tanto elevate e ben celate da non permetterne, in pratica, una quantificazione sicura.

Sicuro è invece il suo comportamento sfacciato nella causa contro Charles Keating, reo di aver imbrogliato migliaia di risparmiatori USA. Ebbene, madre Teresa non si fece alcuno scrupolo di scrivere al giudice una lettera in sua difesa, solo perché il truffatore le aveva donato più di un milione di dollari, non suoi, ovvio!

Quanto alle opinioni politiche, il libro cita le diverse occasioni in cui la religiosa ha esplicitamente appoggiato dittatori sanguinari come Duvalier o Hoxha.

Un libro “pericoloso” quindi, specialmente se pubblicato in una società aprioristicamente genuflessa come la nostra. Un libro da far sparire, conseguentemente, come ben dimostra la sua vicenda italiana.

Il 3 novembre del 1999 il settimanale Diario della settimana recensì il libro di Hitchens, lamentandone l’improbabilità di una diffusione in Italia.

Poco dopo un lettore scrisse alla rivista informando dell’esistenza (dal 1997) della traduzione italiana del libro, che peraltro risultava introvabile.

Il successivo 1° dicembre, l’editore Minimum Fax inviò a propria volta una lettera, della quale si riporta un passo eloquente: «…in realtà il libro non è esaurito né fuori catalogo […] madre Teresa ebbe il cattivo gusto di passare a miglior vita proprio mentre il libro usciva e così le librerie si riempirono immediatamente di testi agiografici sulla “Santa dei poveri” mentre il papa ne proponeva una beatificazione in tempi record. Il nostro volumetto, scalzato da tanta mole di santità a cui dava un po’ fastidio, venne subito sfrattato per tornare prima del tempo in forma di reso alla casa madre».

 

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