La nous, ovvero l’intelligenza cosmica.

La nous, ovvero l’intelligenza cosmica.

TEMA PROTAGONISTA DELLA GNOSI: LA NOUS, ovvero, L’INTELLIGENZA COSMICA e L’ANIMA DEI ANIMA MUNDI

PERCORSI STORICI GNOSICI

Dal punto di vista propriamente storico, gli gnosticismi sono descritti come movimenti filosofici – religiosi occidentali, che nascono poco prima dell’era cristiana ( Kessler 1882 ), per poi svilupparsi e raggiungere la massima diffusione tra il II e IV secolo della nostra era. Saranno poi vietati dal Concilio di Nicea del 325 d.C. e continueranno a diffondersi solo in condizione di clandestinità . La gnosi ed i suoi temi culturali però sono anche considerabili, in una prospettiva ben pù¹ ampia. La gnosi è¨ sinteticamente definibile come una forma di conoscenza spirituale che si compie attraverso dei procedimenti misterici. Un processo di illuminazione interiore riservato solo ad iniziati.

Questo tipo di conoscenza infatti sottointende l’esistenza di una verità non comunicabile attraverso l’uso delle metafore del linguaggio, nell’ambito della conseguenzialità logica della razionalità . E’ indispensabile invece un’illuminazione esoterica: da esoteros (interno) ed eikos (naturale); quindi dallo studio attraverso l’introspezione della verità ; il cosiddetto ” conosci te stesso “. Quali sono le caratteristiche fondamentali del sapere esoterico? Secondo la definizione di Antoine Faivre, tra queste ritroviamo: -1 la necessità  di una iniziazione -2 l’esigenza di una trasmutazione -3 l’dea del panteismo , di una “natura viva” -4 la corrispondenza tra l’essere umano e l’universo e quindi la concettualità  di anima universale “Anima Dei Anima mundi”. Il tema gnosico fondamentale è¨ infatti rappresentato dal dubbio ontologico; dalla dicotomia spirito / materia. In quest’ottica la gnosi e le sue tematiche sull’eternità  ed universalità  dell’essere in contrasto al panta rei della natura, diventano i principali protagonisti culturali e filosofici per oltre 25 secoli, sia nelle società  occidentali che in quelle orientali. La consapevolezza dell’ “anima mundi”, si manifesta da subito, nella sua intrinseca complessità, nel pensiero di Pitagora e nel pensiero aforistico ed ”oscuro” di Eraclito che associa l’anima alla profondità  del logos ( frammento 45 ). Anche Platone, nel Fedone e nel Menone, definisce in modo strutturato e dettagliato il concetto di anima universale. Questa sarà  così¬ il tema principe della storia della cultura occidentale e troverà  un corrispettivo nel logos dello stoicismo e successivamente nelle correnti gnostiche ed esoteriche. Il motto ripetuto nei millenni sarà : “l’intelligenza precede la materia”. Diventerà  il tema centrale del sistema filosofico di Plotino. Sarà  presto assorbita dal Cristianesimo; in un ‘ottica però finalista e creazionista e il concetto di “anima mundi” sarà  reinterpretato dallo Spirito Santo nel Vangelo di Giovanni. Diventerà  anche il cosiddetto “azoto”, legandosi agli elementi magici , ermetici ed alchemici dell’epoca rinascimentale ; in particolare in Marsilio Ficino e Pico della Mirandola. Si rinnoverà  nel panteismo da Giordano Bruno e Tommaso Campanella a B. Spinoza. Verrà  assorbito dal romanticismo tedesco , da Goethe a Schelling ; sarà  la volont  di Schopenauer e l’inconscio collettivo di Jung ed il “pensiero del cuore” di Hillman.

LA GNOSI NELLA PROSPETTIVA DELLE TEORIE DELLA EVOLUZIONE DELLA MENTE E NELLA DIMENSIONE PSICOLOGICA

Questa concettualità di gnosi e di anima universale, intesa nel modo in cui la pensiamo ora, compare diffusamente solo nei testi antichi a partire dal VI secolo a.C. La teoria dell’anima qui descritta infatti, si differenzia completamente dal precedente culto della Grecia pre-dorica, dei defunti e delle divinità  ctonie; cultura condivisa da oltre 30 mila anni dall’homo sapiens e probabilmente anche nel paleolitico, dalla cultura musteriana Neandertaliana. Queste erano culture sepolcrali di origine superstiziosa, che prevedevano la sepoltura del defunto con viveri e altri articoli di sussistenza, necessari alla “sopravvivenza post “mortem” ( H.Spencer , E.Rodhe ). Il VI secolo a.C. è¨ appunto il cosiddetto secolo della “esplosione cognitiva”, dell’ “età  assiale”; il secolo in cui si diffonde uno sviluppo formidabile della cultura intellettuale umana. E’ in questa età  che si diffonde l’uso della scrittura sillabica va a sostituire la scrittura cuneiforme, la geroglifica e l’ideografica. Sempre in quest’epoca nasce la filosofia occidentale della antica Grecia, con Solone, Talete, Pitagora ed Eraclito, e la diffusione dell’Orfismo ed dei riti Dionisiaci; così¬ come in Cina nasce Confucio e Laozi e si diffonde il taoismo, le Upanisad in India, Ezechiele in Giudea . In tutte queste società , in un breve lasso temporale, si impone al vertice della cultura proprio il misticismo e lo spirito di gnosi.

Le neuroscienze, quali la neuropsicologia e le scienze cognitiviste, hanno colto la novità intellettuale esplosa circa 130 generazioni fa. A quel periodo viene infatti datato l’inizio della diffusione della mente teoretica che sostituisce ed integra la forma mentale precedente cosiddetta ”mente orale mitica” . Queste teorie, particolarmente le emergentiste, le illusiviste e le memetiche, affermano che solo con la diffusione della mente teoretica è comparsa la coscienza, almeno nella forma che conosciamo e riconosciamo in noi. Ci sarebbe una connessione diretta quindi tra coscienza della mente teoretica e lo spirito di gnosi. Jung fa addirittura coincidere la comparsa della gnosi , intesa in questo senso , con la nascita delle categorie spazio “ tempo. Queste teorie riescono a concepire il differenziamento, in poche generazioni della trama della coscienza, da un lato per un forte vantaggio selettivo e dall’altro perchè teorizzano e dimostrano che la coscienza stessa non soddisfa tutte le funzioni che familiarmente si auto-attribuisce, e la sua improvvisa comparsa può quindi dipendere da un numero limitato di mutazioni. La coscienza infatti, non serve ad identificare e quindi non è¨ copia dell’esperienza, non è¨ necessaria a formulare concetti, non controlla neppure la volizione. Cosa rimane della coscienza, per queste teorie evolutive della mente? E’ possibile descriverla come l’Invenzione di un mondo analogale al vissuto comportamentale ; sulla base del linguaggio . E’ principalmente : –una metafora lessicale con caratteristiche di spazializzazione ( non si può pensare al tempo se non spazializzandolo ) –un operatore illusoriamente connesso con la volizione con la caratteristica di narratizzazione e conciliazione (l’attività di dare un senso ed un criterio di unicità). –capace di creare l’analogo io e la metafora sè ( linguisticamente il suffisso sys ). Che cos’è¨ la gnosi rispetto alla coscienza della “mente teoretica” e perchè è¨ così¬ connessa? La gnosi viene considerata come la diretta conseguenza dell’acquisizione della metafora sè da parte del cosciente da parte degli “iniziati”. Anzi più dettagliatamente : la gnosi opera in virtù¹ di una duplice consapevolezza del sè. 1)La prima valenza consapevolizzata è¨ quella della rappresentazione esplicita dell’io. In questa forma di pensare il sè, esso non si riconosce nel mondo del divenire. Perchè scopre che è¨ nella conoscenza stessa che si attua l’enigma del meccanismo conoscitivo ; enigma consapevolizzato da un sè soggetto ( il mondo dell’essere ) che si pensa mentre attua la conoscenza di un oggetto ( il mondo fenomenico del divenire ).

Questa consapevolezza rende evidente che qualsiasi forma di conoscenza non possa essere assoluta; che un’osservazione solo ed assolutamente oggettiva sia inattuabile. E’ il fondamento dello scetticismo metodologico e della sospensione del giudizio. Questa intuizione corrisponde al cosiddetto Thauma ,il senso di angosciante meraviglia, che per Aristotele e Platone e sostanzialmente per tutta la filosofia ellenistica, è¨ alla base della nascita della filosofia. La scoperta inquietante e scioccante di come il mondo fenomenico e la struttura identitaria, tanto ben ” apparecchiati ” nel tessuto del cosciente, siano invece, ad un più intenso livello di consapevolizzazione, dei costrutti illusori. L’intuizione che non esista realtà  al di fuori della mente che la pensa. L’intuizione del “panta rhei”. 2)La seconda valenza consapevolizzata è¨ che la coscienza stessa non rappresenti la totalità  dell’ essere pensante della nostra mente; e che anzi ne rappresenti solo una minima parte. Questa consapevolezze, che sono concepite attraverso un meccanismo conoscitivo di tipo intuitivo e non logico-razionale, fanno vacillare il costrutto dell’io e rendono possibile l’accesso alla conoscenza dell’anima . Ecco che l’anima ( il sè inconscio ) assume il ruolo di arbitro del destino ultimo dell’uomo. L’anima diventa l ‘entità protagonista, pur essendo solo postulata perchè non accessibile al conscio. E’ ipostatizzata, nasce come processo di emanazione ( Plotino ) direttamante dalla materia divina, incorruttibile ed indivisibile. Questa intuizione è¨ alla base sia della concezione della nous greca , sia dell’ananke . La nous è¨ l’intelligenza cosmica , l’anima universale . L’ananke è¨ la negazione del libero arbitrio per la coscienza umana, che è¨ sottoposta, come tutto il resto del mondo del divenire, ad un determinismo assoluto.

LA GNOSI COME MOTORE DI RICERCA DI CONOSCENZA

Il metodo scientifico ha impiegato molti secoli ad affinarsi ed ad indicare con precisione quali siano i corretti atteggiamenti epistemologici a cui attenersi. Al metodo scientifico corrisponde l’atteggiamento psichico dello scienziato; che si pone nel confronto del mondo fenomenico con l’evidente intenzione di conoscerlo attraverso la sperimentazione e la sua riproducibilità  ed escludendo ogni possibile interferenza con il proprio io. Tecnica mentale, dal punto di vista della tipizzazione psicologica, di tipo estroverso (Junghianamente). Conseguenza dell’applicazione delle applicazioni scientifiche è¨ stata l’imponente sviluppo della tecnica. La caratteristica che più di tutte contraddistingue le attuali società occidentali, e progressivamente, mondiali.

Il metodo scientifico è¨ estremamente potente e ontologicamente corretto; al punto da presentare il conto del dubbio, paradossalmente, con lo sviluppo delle sue stesse teorie; basti pensare alle conseguenze delle ipotesi dell’interpretazione di Copenaghen o al miagolio paradossale del gatto di Schrodinger, od al teorema logico di “non località” di J.S.Bell. Percorsi di pensiero che hanno comportato un’auto relativizzazione della proprie conclusioni. La gnosi, al contrario, sviluppa temi che, apparentemente, sottostanno ad un atteggiamento mentale di tipo introverso ( sempre in senso Junghiano ) e che non hanno avuto sviluppi equiparabili ai progressi scientifici. Però anche questa metodologia presuppone un atteggiamento psichico obbligato, che si sviluppa solo in un “iniziato”. La gnosi, in quest’ottica, diventa quindi una metodologia epistemologica e rappresenterà il motto iscritto sul tempio Delfico di Apollo ” gnoti seauthon”. Per accedervi è¨ necessario il thauma, la percezione del panta rhei, che tutto è¨ sottoposto al divenire.

La percezione che tutto sia divenire è¨ shoccante .. Se si aderisce al divenire si è¨ destrutturati ; si giunge all’auto negazione dell’io . Rimane il pathos tragico; il logos. L’intuizione che il divenire sia pervasivo a tutto il conoscibile, è¨ inoltre come già  descritto, legato a meccanismi di comprensione che esulano dagli schemi logici del linguaggio. Eppure siamo tutti stati educati e cresciuti con questa tipologia di pensiero. ”Come svegliarsi , dallo stare svegli” scrive Pessoa. Come funziona questa epistemologia? Esistono da 3000 anni 2 diverse modalità  , al fine di trasmettere questa forma di conoscenza: una via mistica ed una via intellettuale di rappresentazioni simboliche. Entrambe rappresentano percorsi che mirano ad indebolire “l’io” e le sue certezze. Nella via iniziatica mistica viene ricercato uno stato di coscienza alterato che permetta di accedere al mondo dell’anima universale e che renda consapevoli della vita immortale.

Esempi di questi percorsi sono I riti dionisiaci , i miti dei Cabiri di Samotracia , i Dioscuri di Creta , il culto egizio di Osiride , di Atum a Eliopoli , di Phtah a Menfi , di Ahvramazda a Babilonia ed anche riti eleusini ; tutte vie di iniziazione per l’anima. Nella via iniziatica intellettuale si è¨ tentato invece di diffondere la visione gnostica dell’anima universale attraverso l’utilizzo di percezioni corporee e tramite l’uso dei simboli. Al fine di comunicare l’indicibile, il logos, si ricerca una concettualità  , che non sia il frutto di una metafora linguistica. Una concettualità evocatrice di simboli che si riallaccino ad archetipi ; strutture mentali legate a forme di pensiero pregresse e non consce. Strutture di pensiero e di ideazione che sono presenti nel nostro sè sia per l’origine filogenetica ( i milioni di milioni di menti riprodottesi dei nostri antenati ), che per l’origine ontogenetica ( le diverse forme mentali che abbiamo vissuto noi stessi durante la nostra crescita corporea ). Ecco quindi la ricerca della parola che ritroviamo nello studio della numerologia pitagorica ; dal ” verbo che si fa carne” nel vangelo di Giovanni; allo studio della Cabalah. La parola che permetterebbe di accedere alla concettualità della rappresentazione dell’essere, dell’archè. Questo è¨ il messaggio esoterico delle metempsicosi di Pitagora; il messaggio del rapporto tra il dionisiaco sè e l’apollineo io della tragedia greca rilevato da Nietzsche; il tema che si ripresenterà  nella dialettica medievale tra realisti e nominalisti; nell’idealismo ed esistenzialismo della nostra attualità . I filologi gnosici , attraverso il viaggio alchemico ( Steiner ), stralcialdo il velo di maya ( Buddhismo ), cogliendo gli stati sub specie interioritatis ( Arturo Righini ), affermano di si; che sia possibile cogliere l’essenza primaria, la nous, il Grande Architetto dell’Universo. Ma questa consapevole acquisizione è¨ solo di tipo concettuale intuitivo, fuori da spazio – tempo. Il tentativo di rappresentarlo nella forma della parola, nell’ambito della razionalità , nella forma mentale della coscienza del tempo spazializzato sembra invece impossibile.

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